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Ha cominciato a disegnarli sui quaderni dei compiti dalle scuole elementari, attirando le ire della maestra. In compenso riusciva ad arrotondare la paghetta vendendo i quaderni ai compagni di classe facoltosi. Ha creato un suo stile scopiazzando Paperino, Stanlio e Ollio, i fumetti francesi, fino a non capirci una mazza. La sua aspirazione è di fare ridere e riflettere con i fumetti e con i brevi racconti che ha scritto. Qualcosa in tal senso ha funzionato: ne sono testimonianza gli otto premi nei vari concorsi di fumetti, e i dieci premi letterari. Ha collaborato con riviste, quotidiani. Disegna per pubblicazioni di speleologia, d’impegno sociale. Saltuariamente realizza fumetti su commissione. Non immaginatelo chinato sulla scrivania dieci ore al giorno: il suo corpo fuggirebbe. Il Bassi ha cambiato una decina di mestieri con mansioni manuali e praticato parecchio sport. Deve farsi travolgere dai raggi del sole, soffrire il freddo, sentire il vento. Deve stringere bulloni, cavalcare il badile, plasmare la materia che lo circonda. Dopodichè, alla sera, è pronto per mettersi lì con un pennello in mano. Una vita incasinata? Non ancora: nel frattempo s’è sposato e ha un figlio di sette anni. Sì. Adesso è una bella vita incasinata.
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