Darky rappresenta in carne, l'incubo della morte. E' sicuramente il
killer più preciso, metodico e coscienzioso che mai vi capiterà di incontrare
una sola volta nella vita (è sufficiente).
E' confortante sapere di essere fra
le mani di un vero professionista, no? Darky è stato partorito dalla mente
convulsa e delirante di Mario da Rin Zanco (probabilmente durante un'eclissi di
luna) e rappresenta la una versione riveduta di Beppe il sicario (un altro suo
personaggio pubblicato qualche annetto fa da Casablanca, fanzine modenese).
A
differenza del suo predecessore in cui l'umorismo era basato sulla sua totale
incapacità di portare a termine un assassinio, in Darky l'ineluttabilità della
morte è la chiave dell'ironia grottesca. L'accostamento paradossale dei due temi
ricorrenti in ogni sua storia: la morte e il pragmatismo del protagonista, sono
fonte di innumerevoli situazioni comiche, coadiuvate dal rapporto morboso di
Darky col suo aiutante apprendista, Bamboccio.
Bamboccio, assassino ancora in
erba, mette in risalto il cinismo involontario di Darky che pur nella
mostruosità del mestiere che svolge, in fondo in fondo è un puro.
Buffagni commenta: "Il personaggio, per le sue caratteristiche psicologiche, mi richiamò alla mente l'immagine dello scorpione, uno dei più micidiali killer di madre natura. A quella immagine mi sono ispirato per trovare la fisionomia del nostro "eroe"
Darky è stato pubblicato per la prima volta sulle pagine della rivista: "l'isola che non c'è" (edita da Comica) nel 1996 e nel 2006/07 da :"Walalla"
Mario Da Rin Zanco
Bologna 11/10/65 (bilancia
ascendente bilancia: peggio di così si muore).
Disegnatore, grafico, sceneggiatore & fanzinaro.Personaggio solare ed ottimista, estrinseca la sua creatività narrando di
criminali, psicopatici e killer professionisti, il che gli consente di entrare
nel mondo del fumetto collaborando con Massimo Bonfatti alle sceneggiature di
Cattivik.