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Racconti
Inserito il 1 luglio 2006
ANGELA
.2° ATTO: Manie di persecuzione
Da quella sera lei era ovunque, nei suoi sogni, negli incubi e anche nella vita reale.
In ogni ombra c'era lei, dietro ogni cosa sempre lei e anche di notte sotto lo stesso lampione.
Mi stava seguendo.
Angela, o come si chiamava, mi stava seguenda da ormai due giorni e dovevo risolvere questa situazione.
"Cos'e gelosia? Guarda che sei tu l'incognita, non lei!"
Squarciò il buio lentamente per mostrare il suo viso pallido e seducente:
"Io non conosco la gelosia, ma la tua amichetta deve farsi da parte non credi? Tu non mi conosci Federico... non mi conosci..."
Con quella frase aveva toccato il giusto tasto. In effetti lui non sapeva niente di lei, poteva essere chiunque. "Ma...ma io non posso io gli voglio bene e non avrei mai fatto quello che ho fatto qualche sera fa"
"Ma l'hai fatto"
"Solamente uno stupido errore e non lo ripeterò"
Mi allontanai.
"NO" quell'urlo di rabbia fu l'ultima cosa che sentii prima del grande vuoto.
Ira mista al dolore porto Angela a compiere un gesto fatale.
Mi aveva afferrato e dopo avermi morso dolorosamente sul collo, a tal punto da farmi perdere i sensi,disse "E l'unica soluzione, io so che mi ami, ma non lo vuoi ammettere. Devo portarti a farlo per forza maggiore."
Mi lasciò cadere a terra mentre continuava a ripetere "E l'unica soluzione"
Il grande vuoto aveva preso il sopravvento ed io ero morto.
Anche se ero ancora vivo.
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