Presso la nostra Sede, presentazione del libro su Pazienza
sabato 24 settembre ore 18, libreria L’Orlando Curioso
piazzale San Domenico, 1 - Reggio Emilia

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presentazione del libro
“Le donne, i cavalier, l’arme, la roba – Storia e storie di Andrea Pazienza”
di Franco Giubilei, BD Edizioni
In questo libro-biografia, Andrea Pazienza rivive grazie alle testimonianze di quanti lo hanno conosciuto più da vicino: i compagni d’arme che hanno condiviso con lui la stagione migliore del fumetto d’autore italiano come Filippo Scòzzari, Tanino Liberatore, Vincenzo Sparagna; gli amici e compari del periodo bolognese, da Roberto “Freak” Antoni a Franco “Bifo” Berardi agli ex dei Gaz Nevada; le donne più importanti della sua vita, dalla compagna del periodo bolognese Betta Pellerano alla vedova Marina Comandini. Tutto raccolto in un’opera tesa ad afferrare l’anima di un’artista che più di ogni altro si è sempre confessato nei suoi fumetti: non solo nelle vicende dolorosamente autobiografiche di “Pompeo”, ma anche in storie minori quali “Il partigiano”, uscita su “Il Male” nel 1981. “Andrea era il tipo che non si sarebbe affatto sorpreso se, aprendo la finestra una mattina, avesse trovato un Ufo – spiega Freak Antoni nel capitolo in cui descrive la sua amicizia con Pazienza - Era predisposto alle stranezze e in quanto tale freak, un bambino selvaggio che saltava da un’invenzione all’altra”.
Il libro, scritto da Franco Giubilei, giornalista, corrispondente della Stampa da Bologna, ripercorre l’esistenza del “più bravo disegnatore vivente” (come disse di sé lo stesso Paz in un articolo uscito su Paese Sera nel 1981) attraverso i ricordi di Betta Pellerano, la sua compagna del periodo bolognese, dell’amico e sceneggiatore Marcello D’Angelo, e di altri colleghi di quel periodo: il disegnatore Vincino, che lo volle al “Male” quando ne era il direttore, Jacopo Fo, con cui Paz si batteva a Kendo, il vignettista Angese, che ribattezzò il proprio cavallo Astarte in onore dell’ultimo personaggio di Pazienza, e la giovane allieva bolognese Francesca Ghermandi, che oggi è un’affermata disegnatrice. Grazie a “Pentothal” Paz è passato alla storia come il cantore del movimento del Settantasette, ma in realtà il disegnatore ha cavalcato da vera rockstar la nuova ondata degli anni 80, fra post-punk, post-moderno e bagliori glamour, sempre accompagnato da un sottofondo di disperazione scandito dall’eroina. “Le donne, i cavalier, l’arme, la roba” è il ritratto di un artista del fumetto scomparso a soli 32 anni dopo aver detto e ripetuto che non riusciva a vedersi vecchio.
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“Le donne, i cavalier, l’arme, la roba – Storia e storie di Andrea Pazienza”
di Franco Giubilei, BD Edizioni
In questo libro-biografia, Andrea Pazienza rivive grazie alle testimonianze di quanti lo hanno conosciuto più da vicino: i compagni d’arme che hanno condiviso con lui la stagione migliore del fumetto d’autore italiano come Filippo Scòzzari, Tanino Liberatore, Vincenzo Sparagna; gli amici e compari del periodo bolognese, da Roberto “Freak” Antoni a Franco “Bifo” Berardi agli ex dei Gaz Nevada; le donne più importanti della sua vita, dalla compagna del periodo bolognese Betta Pellerano alla vedova Marina Comandini. Tutto raccolto in un’opera tesa ad afferrare l’anima di un’artista che più di ogni altro si è sempre confessato nei suoi fumetti: non solo nelle vicende dolorosamente autobiografiche di “Pompeo”, ma anche in storie minori quali “Il partigiano”, uscita su “Il Male” nel 1981. “Andrea era il tipo che non si sarebbe affatto sorpreso se, aprendo la finestra una mattina, avesse trovato un Ufo – spiega Freak Antoni nel capitolo in cui descrive la sua amicizia con Pazienza - Era predisposto alle stranezze e in quanto tale freak, un bambino selvaggio che saltava da un’invenzione all’altra”.
Il libro, scritto da Franco Giubilei, giornalista, corrispondente della Stampa da Bologna, ripercorre l’esistenza del “più bravo disegnatore vivente” (come disse di sé lo stesso Paz in un articolo uscito su Paese Sera nel 1981) attraverso i ricordi di Betta Pellerano, la sua compagna del periodo bolognese, dell’amico e sceneggiatore Marcello D’Angelo, e di altri colleghi di quel periodo: il disegnatore Vincino, che lo volle al “Male” quando ne era il direttore, Jacopo Fo, con cui Paz si batteva a Kendo, il vignettista Angese, che ribattezzò il proprio cavallo Astarte in onore dell’ultimo personaggio di Pazienza, e la giovane allieva bolognese Francesca Ghermandi, che oggi è un’affermata disegnatrice. Grazie a “Pentothal” Paz è passato alla storia come il cantore del movimento del Settantasette, ma in realtà il disegnatore ha cavalcato da vera rockstar la nuova ondata degli anni 80, fra post-punk, post-moderno e bagliori glamour, sempre accompagnato da un sottofondo di disperazione scandito dall’eroina. “Le donne, i cavalier, l’arme, la roba” è il ritratto di un artista del fumetto scomparso a soli 32 anni dopo aver detto e ripetuto che non riusciva a vedersi vecchio.
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